Offense

Il KICK-OFF – “set the tone”

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Dopo la breve introduzione agli Special Teams, pubblicata in precedenza, e al modo in cui approccio/amo questa fase del gioco nei Wildcats di Kirchdorf, inizio la mia serie di articoli con una fase del gioco che apre qualsiasi partita di football, il Kick Off.

L’importanza del Punto di Partenza (Field Position)

Dal punto di vista dei coordinatori della difesa e dell’attacco, la posizione di partenza dopo un Kick-Off o un Kick-Off Return incide di parecchio sulle chiamate che si andranno ad effettuare. A seconda della posizione di partenza del drive, statisticamente, più o meno possibilità di segnare.

Posizione di partenza Possibilità di segnare
Entro -20 Yard Line 17 – 27 %
-20 to – 30 Yard Line 27 – 33%
-30 to – 40 Yard Line 33 – 38%
-40 – 50 Yard Line 38 – 45%
50 – +40 Yard Line 45 – 56%
+40 – +30 Yard Line 56 – 72%
+30 – +20 Yard Line 72 – 81%
+20 – +10 Yard Line 81 – 89%
+10 – Goal Line 89 – 95%

Non avendo a disposizione un kicker che riesca a posizionare la palla esattamente dove si vuole, per di più con un hang-time di 4-5s (e se lo avete, beati voi!), è bene riuscire a mettere in campo un Kick-Off team capace di fermare l’avversario il prima possibile, se si vuole limitarne la possibilità di segnare punti sul tabellone.

Regole

Prima di parlare di tecnica è bene definire le regole principali che regolamentano questo schema:

  • La palla viene calciata dalle -35 yard line ad eccezione di quando si ha subito una “Safety”; in questo caso la palla è sulle – 20 yard line;
  • Tutti I giocatori, ad eccezione del kicker, devono essere allineati entro le 5 yard dalla palla;
  • La palla è viva (come un fumble) solo dopo che ha viaggiato per 10 yard;
  • In caso di touchback la palla è posizionata automaticamente sulle 25 yard;
  • Non sono consentiti contatti al di sotto della cintura, ad eccezione del portatore di palla;

Il mio consiglio è quello di ripetere le regole ad ogni occasione necessaria, prima di ogni meeting, prima di ogni ripetizione o walk-though.

Selezione del “personale”

Prima del Kick-Off il gioco è fermo e si ha quindi la possibilità di scegliersi il personale adatto a quella situazione. Ovviamente ho una depth chart già pronta, ma gli infortuni o semplicemente la stanchezza di alcuni giocatori mi portano spesso a dover passare alla seconda scelta, se non alla terza o a pescare un giocatore tra quelli disponibili. Questi però devono possedere alcune caratteristiche tangibili e intangibili indispensabili per far parte del mio Kick-off team:

Atleticità

Le posizioni che di solito utilizzo sono: Cornerbacks, Ricevitori, Outside-Linebackers, Tight-Ends, Runningbacks, Inside-Linebackers, Defensive-End (Raramente).

Disciplina

Il giocatore deve essere capace di mantenere la propria traccia, in inglese Lane, nello schema evitando di invadere quelle degli altri; essere disciplinato nel placcaggio e non cercare semplicemente di “stendere” l’avversario e saper soprattutto se non sia il caso di “temporeggiare” per aspettare i rinforzi.

Consapevolezza e preparazione

Ovvero la capacità di leggere lo schema di ritorno, adattare la propria traccia (lane) e saper prendere una decisione andando alla massima velocità

Istinto

Avere l’istinto da “killer” e riuscire a individuare la palla e la direzione in cui essa si muove

Definizione delle zone di copertura

Per facilitare l’approccio dei miei giocatori al nostro schema ho suddiviso il campo da football in 3 zone di copertura, ognuna delle quali ha caratteristiche diverse tra loro

Drills

Una parte fondamentale per la preparazione di un qualsiasi special team consiste nellla “progettazione” di appositi drills che allenino i giocatori alle singole fasi del gioco da istallare, per quanto riguarda il Kick Off, i drills che utilizzo sono i seguenti:

Come to Balance

Lo scopo di questo esercizio è di far assumere al placcatore una posizione bilanciata per poter iniziare l’approccio al placcaggio

Ci si dispone in fila ed al primo fischio si “scatta” (al 50%) in avanti. Al secondo fischio si abbassa il baricentro, allargando i piedi all’altezza delle spalle.

Approach ovvero l’approccio al placcaggio

Ci si dispone in due gruppi e si formano due file, una di fronte all’altra. Un lato simula il portatore di palla, l’altro esegue l’esercizio.

Al primo fischio il portatore di palla parte con un angolo di ca. 30-45° mentre il placcatore si avvicina all’obiettivo. Una volta in posizione, al secondo fischio si termina l’esercizio e ci si mette in coda (dalla parte opposta alla quale si era iniziato). Questo esercizio si fa sia sul fianco interno che su quello esterno.

Inside hip

Coaching Points:

  • Passi piccoli
  • Tenere le spalle e i fianchi paralleli all’avversario (frontali)
  • Punte dei piedi parallele ma sfalsate
  • La punta del piede esterno in avanti e rivolta verso il fianco interno
  • Occhio esterno guarda il fianco interno

Outside hip

Coaching Points:

  • Passi piccoli
  • Tenere le spalle e i fianchi paralleli all’avversario (frontali)
  • Punte dei piedi parallele ma sfalsate
  • La punta del piede interno in avanti e rivolta verso il fianco interno
  • Occhio interno guarda il fianco interno

Tackling circuit

Terminato l’Approach, si passa ad un circuito di placcaggi composto da 5 stazioni + 1 (per Rookies). Quella rilevante per il Kick-Off team è quella del placcaggio “in coppia”

Ci si dispone a triangolo, formato da un portatore di palla e due placcatori. Al movimento del portatore di palla corrisponde la partenza dei due placcatori che, utilizzando la tecnica dell’approach – inside hip, procedono al placcaggio. Il tutto viene fatto ad una velocità ridotta per prevenire eventuali infortuni.

Nel video allegato è evidente come sia importante la posizione del corpo al momento del placcaggio. Se non si ha il corpo parallelo e frontale al portatore di palla, questi tenderà a rompere il placcaggio.

Vi ricordo che la parte più debole di un placcaggio di coppia (o di un qualsiasi double team) è esattamente la sua metà.

KO Drill

Si tratta di un circuito che simula tutte le fasi del Kick-off, dalla partenza sino al placcaggio

Stick & Avoid

Si parte a circa 10 Yard dall’obbiettivo e gli si corre incontro. A circa 2 Yards si fa l’ultimo passo più largo della spalla e opposto alla direzione in cui si vuole andare (stick). Si evita l’avversario (avoid) e si ritorna sulla propria traccia (lane)

Coaching Points:

  • Lo stick deve essere il più rapido possibile e leggermente oltre le spalle mantenendo il baricentro basso
  • Quando si evita l’avversario (avoid) è importante muovere in avanti il braccio interno contemporaneamente alla gamba interna (rip) all’altezza del fianco dell’avversario
  • Fonadamentale dopo l’avoid è il ritorno sulla propria tracci (lane)
  • Shock, Lock, Escape (nel video Butt and Press)

Questa tecnica si usa per le seconde linee, ovvero se non si ha accesso diretto al ritornatore (Vedi: Zone di Copertura – Defensive Zone).

Si parte a circa 10 Yard dall’obbiettivo e gli si corre incontro. Quando ci si trova faccia a faccia si portano violentemente entrambe le mani al petto dell’avversario (Shock) e si fa leva verso l’alto (Lock). Non appena si è individuato il ritornatore si “sposta” l’avversario(Escape), possibilmente usando la tecnica del “rip”, e si procede al placcaggio.

Coaching Points:

  • Il contatto con l’avversario (Shock) deve essere violento e deciso
  • Durante la fase di Lock, gli occhi devono andare assolutamente nel Backfield per localizzare il ritornatore nel più breve tempo possibile
  • Come mostrato nel video anche noi utilizziamo un ritornatore in modo da allenare gli occhi e la tecnica di placcaggio, non che gli assignment che i giocatori avranno a seconda dello schema.

Consiglio però di partire con un ritornatore per gruppo.


Coach Francesco “Coach Franz” Lanzani
Kirchdorf Wildcats – Germany

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