42 DEFENSE

DIFESA 4-2-5: INTRODUZIONE

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Prima di tutto voglio ringraziare coach Giuliano per aver creato questo spazio. Sono convinto che condividere le conoscenze arricchisca tutti e che in particolare nel nostro piccolo mondo, nel nostro piccolo sport, sia importante perdere l’abitudine di tenere segreti.

La prima volta che ho sentito parlare della difesa 4-2-5 parlare è stato intorno al 2007-2008 ma la seguo con attenzione dal 2012. In questo articolo parto con un po’ di storia, la struttura generale dello schema e alcune considerazioni sul perché installare questa difesa, di seguito mi concentrerò più in dettaglio sulle specificità relative a gioco contro le corse e contro i passaggi.

Excursus storico

Nel football le innovazioni tattiche si susseguono a ondate che a prima vista sembrano spazzare via tutto quello che c’era prima sostituendolo con qualcosa di completamente diverso. In realtà per ogni novità è facile trovare una fonte di ispirazione e spesso la vera innovazione si ottiene presentando concetti già conosciuti in modo nuovo, adattando quello che già si sa, prendendo a prestito e aggiungendo o modificando elementi per renderli compatibili con l’evoluzione del gioco.

Negli ultimi 10-15 anni il mondo del football ha subito una serie di profondi cambiamenti. I sistemi d’attacco tipici degli anni ’80 e ’90 che puntavano in varie forme su formazioni a due runningback, tight end, quarterback under center non sono più la norma. I vari tipi di spread offense, air raid, zone read hanno allargato il campo fino alle sideline e hanno reso sempre più difficile il lavoro dei defensive coordinator, spesso irrigiditi e costretti a scegliere il male minore (quale esso sia) di fronte ad attacchi che obbligano a difendere tutto il campo aumentando le loro opzioni nel passing game senza per questo perdere efficacia sulle corse grazie agli spazi più ampi dovuti all’allargamento in orizzontale del campo.

Se è vero che in Italia questa rivoluzione non è ancora arrivata con la stessa forza è altrettanto vero che inizia a diventare una necessità il sapersi difendere anche da formazioni con più ricevitori e un solo runningback senza alterare la propria filosofia di gioco.

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Difese tradizionali con 7 uomini nel box e forte supporto contro le corse segnano il passo come “every down defense”, ma a questo punto diventa difficile mantenere un’efficacia sia contro le corse che contro i passaggi senza poter fare sostituzioni di personale continue, senza contare il problema organizzativo e di stress mentale per coach e giocatori di avere una serie di difese e aggiustamenti differenti per diversi gruppi di personale offensivo.

Se è vero che al nostro livello spesso basta mettere in campo i migliori undici giocatori in uno schema in qualche modo coerente credo che sia dovere dei coach di difesa cercare di fare qualcosa di più. Una possibile risposta a livello di “X&O’s” viene dalle difese della famiglia 4-2, resa famosa in particolare dal successo recente di TCU e da Gary Patterson ma (come tutte le cose che funzionano) adottata in varie forme altrove a Baylor, Boise State, Virginia Tech e numerosi altri programmi collegiali e liceali sparsi per gli Stati Uniti.

La principale parola d’ordine a cui risponde questa difesa, che mi ha convinto di quanto possa essere interessante per la scena italiana, è “molteplicità e semplicità” che sembra un ossimoro ma non lo è, anzi è proprio la semplicità a rendere possibile la molteplicità.

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La difesa 4-2 non è stata creata dal nulla, ha una storia che è utile comprendere per capirne le possibilità di successo e le condizioni di applicabilità in contesti differenti. Il parente più stretto sembrerebbe il meno adatto a fornire risposte ai problemi che pongono gli attacchi moderni: la difesa 4-4, a sua volta discendente della Wide Tackle Six degli anni ’40 e ’50.

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Questo è un allineamento da Wide Tackle Six, la vera differenza è data dalla presenza di due defensive linemen al posto delle Safety.

Attualmente front simili a quelli della Wide Tackle Six sono ancora usati soprattutto a livello di youth football e in situazioni di Goal Line, si tratta di un’opzione valida per le difese che vogliono restare con un fronte pari in ogni situazione.

Come difesa base la Wide Tackle Six ha iniziato a essere meno usata dagli anni ’50, sostituita in generale da schemi che ancoravano meno uomini sulla linea di scrimmage e in particolare dalla 4-4. La 4-4 è una difesa fronte pari (even) con ben 8 uomini nel box con 4 giocatori di linea e 4 LB, due centrali e due esterni con compiti diversi.

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Questo nell’immagine è un tipico allineamento da 4-4, preso nello specifico da un playbook di Virginia Tech.

Esistono molte altre varianti, la stessa Virginia Tech giocava un “G” package con i linebacker esterni (Rover e Whip) più vicini alla linea, esistono 4-4 con l’end strongside in tecnica 9 e il Rover allineato come un Sam di una 4-3 Over.

A meno di overshift un elemento costante è che il centro non viene coperto e i due linebacker centrali (Backer e Mike) dividono con i linemen interni lo spazio fra i Tackle lasciando ai linebacker esterni la responsabilità del Force, con il Free Safety impegnato a riempire l’alley.

Sono difese molto aggressive la cui filosofia è quella di attaccare l’avversario con un ampio pacchetto di blitz e stunt, mantenendo sempre una superiorità numerica vicino alla linea di scrimmage. A prima vista la debolezza di una difesa così concepita risiede nella poca varietà di coverage possibili, e in effetti è questo il motivo che ne ha causato il declino.

I problemi per la 4-4 disegnata sopra arrivano come prevedibile dalla spread offense: quando l’attacco allarga il campo e porta fuori 3 o 4 ricevitori che sono minacce profonde immediate due deep defenders non bastano più, la difesa perde aggressività e si snatura.

La 4-2-5

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Ed eccoci finalmente alla 4-2-5. Le idee non muoiono ma si evolvono grazie ad alcuni importanti accorgimenti. Una prima importante differenza è che nella difesa 4-2 il front “divorzia” dalla copertura. Questo significa che la chiamata relativa al front non influenza la copertura.

Il front è costituito dai sei giocatori inclusi nel rettangolo della foto sopra (il BOX), si allineano secondo la running strength e portano avanti il loro assegnamento.  Il loro compito principale consiste nel fermare le corse all’interno dei Tackle e lo stile di gioco riprende quello delle difese con 8 uomini nel box, quindi molti stunt, aggressività e poche semplici chiavi di lettura.

Gli altri 5 giocatori si allineano secondo la copertura e la passing strength in maniera  indipendente. Ci può essere una chiamata per il front con relativi stunt senza influenzare il lavoro dei 5 uomini della secondaria. In questa difesa le safety si allenano insieme in un gruppo a parte per aumentare la familiarità col lavoro di copertura. Per l’Italia con tutti i problemi che può avere una squadra a livello di allenatori e di giocatori (scarseggiano entrambi quindi fare 4 position group in difesa rischia di essere eccessivo) si può mantenere unita la secondaria, anche se la SS per responsabilità ha molte più affinità con un linebacker esterno tradizionale.

L’altra grande differenza sempre a livello schematico è che la secondaria a sua volta si divide in due gruppi, il primo composto da CB SS e FS e il secondo da CB e WS. Il concetto è denominato split-field coverage e prende due piccioni con una fava: rende più facile capire la difesa perché ognuno può concentrarsi sul suo lato del campo ma allo stesso tempo rende più difficile attaccarla, perché con le varie combinazioni mostra all’attacco più difese differenti. Inoltre anche in caso di assenze di massa non si rischia di buttar via l’allenamento.

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Qui in foto vediamo per l’appunto separati il front e le due metà della secondaria, che giocano una cover Robber su un lato e una Blue (può essere una quarters o una 2-read, la Blue è una 2read) sul lato debole (nota: nella foto l’allineamento non è corretto, è solo per far vedere la suddivisione dei gruppi).

La difesa come ho anticipato è molto flessibile e può partire anche come rivisitazione di una 4-4 o come nickel defense ma secondo me dà il suo meglio se usata in toto. In pratica non richiede aggiustamenti pesanti contro nessun tipo di formazione, è naturalmente bilanciata e secondo me può essere insegnata a vari livelli di complessità: lo vedremo meglio nei prossimi articoli ma non serve installare un numero enorme di coperture e di varianti e di check per essere pronti a tutto.

Il Personale Difensivo

A livello di personale non è una difesa adatta alle taglie forti, di fatto c’è un solo uomo di linea pesante, ma richiede almeno 3 o 4 buoni atleti e un paio di “quarterback della difesa” per funzionare al meglio. A tal proposito vorrei provare a dare un paio di indicazioni sui tipi di giocatori adatti per ogni ruolo.

DE weakside: Il pass rusher migliore ma soprattutto il miglior edge defender tra gli uomini di linea.

NG: Il noseguard nella 4-2-5 gioca spesso spalla interna alla guardia dal lato debole, è l’unico in linea per cui propenderei per un giocatore di peso.

T: il tackle è un penetratore, deve attaccare la guardia e penetrare il gap in continuazione, preferibile un’ottima lettura del gioco e rapidità.

DE strongside: Questo è un ruolo a cui si può adattare bene un ex linebacker, sullo strongside la partenza è spesso in tecnica 6 testa a testa sul TE e negli schemi di blitz può essere utile un giocatore che abbia qualche esperienza di copertura.

Will: I linebacker hanno compiti abbastanza simili in questa difesa, tra i due quello che gioca dal lato debole (io lo chiamo Will, su internet lo troverete con nomi diversi) deve essere un po’ più versatile.

Mike: Linebacker che se le cose vanno come devono lavora al 90% in verticale. Molta aggressività, capacità nei blitz sono le caratteristiche essenziali

WS: la safety dal lato debole è, per caratteristiche, il giocatore più simile a una Free Safety tradizionale. Ottima lettura del gioco e capacità in copertura.

FS: Valore all’esperienza. Deve saper fare buone letture run-pass ed essere un ottimo placcatore. Non è infrequente che sia il giocatore che fa più placcaggi soprattutto se si gioca con 2 high safety.

SS: Come dicevo sopra simile a un linebacker laterale per attitudine e raggio d’azione (poche coperture deep, anche se può capitare). Si può trovare spesso dal lato largo e deve essere un ottimo atleta. In generale gli atleti migliori in questa difesa sono le 3 safety

CB: Non c’è una differenza particolare tra i due cornerback, chi gioca dal lato debole ha più probabilità di trovarsi in copertura a uomo senza aiuto ma si possono dividere anche tra CB sinistro e destro o CB lato stretto-lato largo.


Coach Andrea Balduzzi
Co-DC/DLcoach Gorillas Varese
Twitter: @andreabalduzzi1
FACEBOOK: https://www.facebook.com/andrea.balduzzi.94
EMAIL: andrea.balduzzi1@gmail.com

About Davide Giuliano

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4 Comments

  1. Jack

    22/12/2016 at 8:37 am

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    • Davide Giuliano

      22/12/2016 at 4:19 pm

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  2. Ilario Clemente

    11/01/2017 at 9:01 pm

    Inizio ringraziando lo splendido lavoro che state acendo e di cui si sentiva largamente la necessità. Concordo sul fatto che la divulgazione del sapere sia fonte di accrescimento per tutto il movimento e quindi anche di chi si è messo in gioco per primo.
    Detto questo vi chiederei, se fosse possibile, di avere nei vari articoli delle note a piè di pagina, o dei link a note esplicative, per alcune terminologie che non sono di uso comune tra i neofiti, ed a volte anche tra chi è un po’ più “esperto”. Ad esempio, per questo articolo potrebbe essere utile spiegare cosa siano una tecnica 1, piuttosto che una tecnica 6, come anche che cosa siano una copertura Robber o una 2Read. Potrebbe essere un lavoro fatto anche da persona diversa da chi ha scritto l’articolo, per non pesare troppo su un’unica persona, magari all’atto della pubblicazione dell’articolo.
    Ribadisco il mio grazie per darmi la possibilità di imparare.Saluti e buon 2017

    • Davide Giuliano

      11/01/2017 at 9:36 pm

      Giusta osservazione, provvederemo ad essere più esaustivi possibile spiegando i termini che useremo nei prossimi articoli.
      Grazie per il feedback

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